Nessuno travolgente come il Napoli in Europa. Ma c’è una nota stonata

Di Vincenzo Famiglietti

Non c’era da immaginarselo un Napoli a punteggio pieno in Champions dopo quattro partite, in un girone tutt’altro che facile, nel quale non ci sono squadre cuscinetto. Non a caso gli stessi Rangers erano approdati a maggio in finale di Europa League e l’avevano persa a testa alta solo ai rigori. Ma questo Napoli è stellare. E le ha messe in riga tutte e tre. Non esistono attributi per definire questa spettacolare passerella fra campionato ed Europa. Delle kermesse al di sopra di ogni immaginazione. Essì, una delle migliori edizioni azzurre di ogni tempo.

La vittoria sull’Aiax, messo alle corde per due volte in sette giorni, vale il passaggio facile facile agli ottavi. Con due turni di anticipo ed un probabilissimo primo posto che potrebbe essere un indubbio vantaggio nei sorteggi. L’attuale certificato di garanzia, intanto, è che il gruppo Spalletti di ieri e di oggi può sfidare alla pari chiunque. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato ad inizio stagione un Napoli che divorasse avversarie di alto profilo. .

Avere la qualificazione in tasca con due turni di anticipo  significa anche potersela giocare contro gli scozzesi ed il Liverpool senza grandi pressioni e risparmiare energie utili per il campionato. Il torneo nazionale è il più abbordabile dei trofei. Ed è più saggio ragionare in previsione del suo svolgersi

In campo, gli azzurri danno spettacolo da subito: pochi minuti e Lozano si smarca con abilità da genietto e di testa fa 1 a 0, morbido pallonetto.  L’Aiax reagisce subito. Ma questo Napoli è extraplanetario e Raspadori infallibile in una realizzazione in cui c’è tutto, velocità di tiro, potenza, precisione.

Ad inizio ripresa l’Aiax accorcia le distanze, complice l’avvio di tempo un po’ moscio degli azzurri. Si è rivisto Osimhen, che si è subito buttato nella mischia col suo proverbiale impeto. Il momento di paura passa subito ed arriva il rigore. Kvara è un po’ egoista e non lo lascia al nigeriano che voleva calciarlo, ma dal dischetto è più che impeccabile, 3 a 1. Juan Jesus ancora legnoso si tira giù un avversario e procura un altro penalty, a favore stavolta degli ospiti. Tre a due e qualche minuto di brividi. Poi la rabbia di Osimhen gli concede una rete di rapina. Quattro ad uno. Siamo a Brodway? No al Maradona. Oggigiorno non c’è tanta differenza in termini di prestazioni eccelse. Dieci gol nella doppia sfida agli olandesi, che avevano messo in seria difficoltà il Liverpool, una performance spaziale.

 

Ma non tutto è oro. Non per cercare il pelo nell’uovo, ma emerge una sottile preoccupazione. Anguissa è dovuto uscire per presunte noie muscolari. Domenica si era seriamente infortunato Rrahmani. Due accidenti ai muscoli in 180′ non vanno affatto bene. C’è l’incubo degli ultimi due anni e dei problemi alle gambe degli azzurri, che avevano spinto sul banco degli imputati lo staff medico del Napoli. I tifosi fanno scongiuri ma la prudenza per chi lavora a Castelvolturno è d’obbligo. Così come il rigore e l’attenzione della presidenza sull’operato di un settore della società che appare il punto debole della struttura. E’ vero che il calendario è stretto come mai nella storia del calcio, ma i brutti ricordi rimbombano nelle memorie.

Sono deprecabili ed indecenti invece gli incidenti avvenuti in città alla vigilia della partita. Ancora una volta l’aggressione di un branco di facinorosi ai tifosi ospiti, verificatisi nel centro storico. Triste copione già visto negli ultimi anni, ai danni dei tifosi del Liverpool, dei turchi ed altre volte ancora. Si è ripetuto il vergognoso assalto a una pizzeria, come in passato. Ciò danneggia gravemente l’immagine di Napoli ed ancor più l’industria del turismo vitale per l’economia cittadina. Esser presi a bottigliate mentre si gusta la specialità gastronomica che ha contribuito a render celebre la città nel mondo allontanerà i sostenitori delle squadre ospiti nel cammino europeo degli azzurri. Si tratta, ripetiamo, di una esigua minoranza di teppisti, ma tanti quanti bastano a far rumore e guai.

E purtroppo bisogna puntare il dito sullo scarso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Il centro storico di Napoli è un’area piuttosto limitata, non certo grande come Manhattan. Si ricordi che l’Italia si distingue nel mondo come numero di corpi, militari e non, addetti alla pubblica sicurezza, ben quattro: polizia, carabinieri, guardia di finanza e municipale. Eppure. Non va.

Si poteva e si dovrà fare meglio qui a Napoli. Erano prevedibili le rogne fra tifoserie, ma evidentemente si è operato poco e male per prevenirle. Un’altra considerazione a proposito: quando gli ultras si scatenano non vanno contenuti con le cosiddette cariche di alleggerimento, prerogativa delle nostre forze dell’ordine, ma andrebbero arrestati in flagrante.

Questa è un’altra storia ma è lodevole se ne parli. Il calcio va inquadrato anche con ciò che accade fuori dal campo. Sul terreno di gioco Napoli è la meraviglia delle meraviglie. La città deve essere altrettanto. E così le autorità che troppo spesso latitano.

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