Il Napoli è più divino della Dea. Ed è fuga tricolore
Si cuce uno spicchio di scudetto sulla maglia. Il Napoli è ormai inarrestabile e affonda gli artigli anche nella difficilissima sfida di Bergamo. Nona vittoria consecutiva in campionato. Ed ora tenta di scappar via dalle inseguitrici. Nessuno oggi è potente e determinato quanto il gruppo Spalletti. I tre punti sull’Atalanta suonano quasi come un anticipo di ipoteca sullo scudetto.
Le premesse erano tutt’altro che facili. La schiena di Kvara aveva fatto i capricci proprio il giorno del volo per Bergamo. Il georgiano era rimasto a casa. Assenza che spaventava. In pochi avrebbero scommesso sulla prestazione gigantesca di Elmas, coronata dalla rete decisiva. Questa squadra ha una rosa profonda e si avverte sempre di più la forza e l’efficacia di quelle che appaiono secondo scelte, ma che si dimostrano spesso risolutive. Tutti segnali che questa possa davvero essere la stagione giusta.
Si temeva la stanchezza della trasferta di Champions a Liverpool, il gruppo Gasperini invece aveva potuto preparare al meglio il confronto con quello di Spalletti. Eppure contro un avversario che fa della fisicità il proprio cavallo di battaglia, il Napoli ha tenuto botta, nonostante avesse giocato appena tre giorni prima. Certo, la fatica si è accusata eccome, soprattutto nel secondo tempo gli azzurri hanno dovuto tirare il fiato. Ma un po’ per i cambi pregiati, un po’ per la ferrea volontà e la difesa del vantaggio all’arma bianca, alla fine hanno vinto una della partita più complicate della stagione, almeno fin qui. I precedenti negli scontri diretti sono imperiosi per Spalletti.Il suo Napoli ha espugnato i campi di Milan, Roma ed ora Atalanta. Un rendimento maestoso contro le dirette concorrenti.
In avvio a Bergamo, il Napoli è stato poco brillante, alquanto pasticcione. Atalanta squadra fisica, molto aggressiva, ha attuato subito un pressing asfissiante. I ragazzi di Gasperini si sono resi subito pericolosi.
Meret è stato protagonista, dopo pochi minuti, con un intervento eccellente e salvifico. Della serie quelli che non si fidano di lui. Ma l’Atalanta pareva aver una marcia in più e si è guadagnata il rigore del vantaggio. Osimhen la pareggiava subito: perfetta torsione del collo e testata vincente. E’ 1 a 1. Per il Napoli è stato l’ottavo gol di testa della stagione. Primato assoluto in serie A. Le successive ne hanno segnati appena quattro. Ancora su azione tutta muscoli ed impeto (stile total body) del super nigeriano, gli azzurri l’hanno ribaltata: assist per Elmas che segnava nello stupore generale il 2 a 1, anch’egli di pura potenza fisica. Questa invece è stata della collezione quelli che non t’aspetti.
Il micidiale 1-2 del gruppo Spalletti ha per un tratto placato i bollori dei bergamaschi, che accusavano il colpo ed andavano in confusone, abbassato il ritmo incalzante.
Ripresa: Atalanta rinvigorita dalla prevedibile ramanzina del Gasp nell’intervallo, avanti a testa bassa. Meret protagonista del miracolo bis e con l’aiuto del palo salvava il vantaggio. Il Napoli a un certo punto ha rischiato grosso, appariva stanco e confuso. Faceva fatica ad impostare. Lo stress di Anfield si accusava. Alcuni non salivano nemmeno più. Ad esempio Anguissa era stremato. Poi il subentrato Simeone si è divorato il centro del 3 a 1, e non è da lui. Per chiudere la gara. I padroni di casa ci hanno provato fino all’ultimo ma con poca lucidità. Il Napoli per contro si è difeso alla perfezione e nel finale non ha concesso nulla.
Cosa precisare ancora. Con il prodigioso georgiano per la prima volta quest’anno fermo ai box, molti temevano. Ed invece proprio il suo sostituto è stato l’uomo decisivo. Elmas in realtà dimostra una incoraggiante confidenza col gol. Un importante valore aggiunto. Ma in questo Napoli ognuno fa al meglio la propria parte. La macchina è perfetta. A cercar punti deboli davvero non se ne trovano. Il ko bizzarro di Anfiled non ha lasciato alcun effetto collaterale. Anzi la reazione è stata vigorosa, nonostante un avvio un tantino disordinato e quell’acido lattico che esondava.
Ora è fuga. Fuga vera. Il Napoli può prendere in largo in previsione della lunga sosta. Tutto fila secondo i piani. Meglio di così.