Luglio musicale: solo il diluvio interrompe la magia della Scarlatti

di Riccardo Brescia

 

Lo spettacolo comincia ancora prima del concerto. Nel Cortile delle Statue della Federico II risuonano le note dei musicisti intenti ad accordare i loro strumenti, sistemati in sale limitrofe al palco. Il suono di arpa, oboe, archi, clarino, trombone, amplificato dal portico che circonda il cortile, arriva chiaro e avvolge gli spettatori ancor prima dell’inizio del concerto. Il fruscio dei ventagli delle signore fanno da scoordinata sezione ritmica. Le chiacchiere del pubblico vanno da vacanze, al libro letto da consigliare, questioni politica locale, il clima. E’ estate.
Ha un fascino particolare vedere i giovani musicisti vestiti da scena camminare sospesi nel Cortile, scambiando qualche sorriso o parola sottovoce, protagonisti consapevoli di una magia di li a poco tutta da inventare grazie al loro talento. La Nuova Scarlatti – lo sappiamo – oltre che ascoltata va vista.
Cresce la sinfonia stonata di strumenti in fase di accordo; spiccano tagli di capelli improbabili dei musicisti ( sono pur sempre ragazzi che sfoggiano chi abbronzature da isolàni chi tagli di capelli alla moda.
Il Direttore si guarda le spalle trovandosi a pochi centimetri dal bordo del palco, raccoglie il suo primo applauso e inizia la prima parte: brani di Scarlatti, Rossini,, Sibelius, Host. Abbiamo l’impressione che Marco Attura “suoni” l’orchestra, che ciascun musicista sia un tasto di un immenso strumento suonato dal suo direttore: una gran bella sensazione. Non manca il ripetuto passaggio di aerei al quale siamo ormai abituati, e i musicisti ne vengono fuori ogni volta con la disinvoltura di navigati professionisti. Riccardo Zamuner, talentuoso primo violino sorride quando – per non far mancare nulla – al passaggio aereo si aggiunge una lunga batteria di fuochi d’artificio, restituendo una dimensione informale ad un’esecuzione fino a quel momento ineccepibile. La seconda parte propone una sequenza di brani decisamente originale, per la scelta degli autori e per le sonorità presentate, elementi che – come suggerito da Enzo Viccaro nella sua appassionata presentazione – “sono legati al sogno e hanno a che fare con qualcosa di non orchestrale”. Esperimento riuscito. Accompagnati per mano attraverso sonorità inconsuete ci siamo calati nella dimensione onirica prospettata lasciandoci cullare da melodie brevi, legate fra loro da interventi acustici esterni in un’unica suite, morbida e seducente. Il concerto – non a caso – si intitola “Sogni di una notte d’estate”. La magia viene purtroppo interrotta da qualche goccia di pioggia che di lì a poco diventa temporale. In pochi secondi il primo violino indica ai suoi colleghi l’esigenza di ripararsi sotto i portici e mettere in salvo i loro prezioso strumenti. Peccato. L’attività della Nuova Scarlatti riprenderà a settembre. Ora è il momento per tutti di una meritata vacanza.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RSS
Follow by Email
Pinterest
LinkedIn
Share
Instagram
Telegram
WhatsApp
FbMessenger
Tiktok