La diversità: due modi di intendere il calcio in maniera opposta
Di Angelo Tortora
Napoli ha ridimensionato un po’ la predisposizione al palleggio dal basso anche sotto pressione per inseguire l’idea di andare più diretti verso l’area avversaria, dando l’impressione di attaccare a folate e gestendo i momenti delle partite. Questa l’analisi del Corriere del Mezzogiorno sulle prime differenze filosofiche tra il Napoli di Spalletti e quello di Garcia.
“Non solo con la ricerca della profondità di Osimhen ma anche con il cambio di gioco soprattutto da sinistra a destra, verso la catena Politano-Di Lorenzo e con i movimenti degli esterni che non danno punti di riferimento. Proprio come Raspadori che insegue gli spazi tra le linee e Lindstrom che può partire sia da destra che da sinistra e ragionare da trequartista moderno, con la capacità di affrontare l’uno contro uno”.