Circus don Chisciotte: originalità e particolarità di scena al Mercadante
Cosa dire di un lavoro come “Circus don Chisciotte” portato di scena al Mercadante fino al 26 novembre? Diciamo che si tratta di un lavoro originale, particolare. Due aggettivi che in genere stanno a significare che a chi parla, in questo caso scrive, il lavoro non è piaciuto. Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che in questo caso è assolutamente vero. A chi scrive queste poche righe di commento, “Circus don Chisciotte” non è piaciuto affatto. Ma questo non significa nulla. Al sottoscritto non è piaciuto, ma non significa che sia brutto in assoluto. Alla prima andata in scena ieri sera alla fine ci sono stati anche applausi. Non tantissimi, ad essere sinceri. Del resto il teatro non era pieno. Ma questo è dovuto alla scelta di svuotare la platea, per ospitare le postazioni di 19 figuranti.
Perché al sottoscritto il lavoro non è piaciuto? Semplice: mancava una storia, era il dialogo tra personaggi, don Chisciotte ed il suo scudiero. Mancavano azioni, mancava tutto. Ed alcune scene erano lunghe a dismisura. All’inizio l’entrata in scena dei 19 figuranti è parsa assolutamente interminabile. Esattamente come più o meno a metà commedia c’è stato un tempo interminabile di buio di cui non si capiva la necessità. O quanto meno non l’ha compresa il sottoscritto.
Tutto da bocciare quindi? No, è bene ribadirlo. Che il lavoro non abbia convinto chi vi scrive non significa nulla. Il teatro è per tutti, ed è bene dare a tutti l’opportunità di esprimersi. Ed ha fatto bene il Teatro di Napoli- Teatro Nazionale a produrre il lavoro. Giusto inserirlo nel cartellone e “obbligare” gli abbonati a vederlo? Si, del resto la direzione di Roberto Andò è indirizzata in questa direzione, nel cartellone di Mercadante e San Ferdinando non ci sono commedie comiche, o di facile interpretazione. “Circus don Chisciotte” non è una tragedia greca, sia pure rivisitata, come Clitennestra andata in scena nelle scorse settimane. Rappresenta un tipo di teatro nuovo, solo il tempo dirà cosa ne sarà di esso.