Inchiesta Liguria, Toti non risponde al gip. Nordio: “Una bestemmia dire che l’indagato debba dimostrare la sua innocenza”

Di Fabrizio Battipaglia  

Secondo quanto si apprende, è durato pochi minuti l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del Presidente della Liguria Giovanni Toti, sottoposto martedì scorso agli arresti domiciliari per corruzione. Assistito dall’avvocato Stefano Savi, Toti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nell’ambito dell’inchiesta è stato chiesto anche il sequestro preventivo dei 120 mila euro che Esselunga ha pagato per la pubblicità sulla Terrazza Colombo di Genova. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di finanziamento illecito alla lista Toti in cambio dello sblocco di due pratiche pendenti in Regione Liguria. Per questi fatti oltre al governatore sono indagati il suo capo di gabinetto Matteo Cozzani e il consigliere di amministrazione della società Francesco Moncada.

A dire la sua sulla vicenda è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio:

“Mi sono già espresso sul caso Toti, non tanto come ministro ma come magistrato. Occorre avere sempre cautela e rispetto, attenderemo i risultati di un’eventuale impugnazione. Mi ha colpito che qualcuno si attende che sia l’indagato a dimostrare la sua innocenza, questa è una bestemmia in una civiltà democratica. È l’accusatore che deve dimostrare la colpevolezza dell’indagato. Aspettiamo gli esiti di questa fisiologica dinamica del processo”, ha detto a margine del G7 a Venezia.

 

(Fonte: Ansa)

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