Venerdì 4 aprile alla Libreria Tasso di Sorrento, la presentazione del libro di Anna Malinconico “Io non mi salvo da sola”

Di Giulia Di Lorenzo 

 

Un’altra tappa di successo di un simbolico viaggio emotivamente potente, ricco di riflessioni profonde, capace di scavare dentro il cuore e risvegliare consapevolezze nascoste, questo è *“Io non mi salvo da sola” di Anna Malinconico*, un libro che racconta di donne, di coraggio, di consapevolezza e di quel grido sottile ma fortissimo – afferma l’Autrice- che diventa un abbraccio collettivo, una chiamata alla responsabilità sociale.

“Io non mi salvo da sola” edizioni Mea, parla del percorso di sopravvivenza di tre donne unite dal dolore della violenza domestica che hanno avuto la forza di affidarsi e di uscire dal tunnel. Il loro racconto affidato ad Anna Malinconico, sociologa da anni impegnata nel contrasto alla violenza di genere, lavora come formatrice e coach dentro le pieghe di storie difficili, spesso dalla parte dei minori, prende corpo in questo libro. Quando le viene chiesto dove ha incontrato le protagoniste di queste storie-ella risponde- “Nel mondo della scuola dove opero nei percorsi di supporto alla genitorialità negli Istituti Superiori della Campania. Fiore ed Agnese sono due sono docenti che autonomamente mi hanno affidato il racconto delle loro sofferenze, l’altra storia quella di Anna (nome di fantasia) nei CAV (Centri antiviolenza) dove lavoro come coordinatrice per la Cabina regionale per il contrasto alla violenza di genere. C’è un rumore di fondo che accompagna i racconti delle donne abusate è il dolore sordo, persistente delle violenze vissute quotidianamente dentro le mura di casa, un’eco di sofferenza che accomuna le donne dei centri antiviolenza, a volte la richiesta di aiuto ci mette tempo ad uscire fuori ed è fondamentale che sia immediatamente intercettata prima di finire sulle pagine di cronaca nera”. Il libro è concepito in una doppia veste, può essere un pocket di salvataggio, una guida per riconoscere segnali importanti a cui dare attenzione, e per chi aiuta vuole essere un contributo per la cassetta degli attrezzi con analisi ed approcci mirati nei di percorsi di aiuto. Alla domanda posta che come sociologa ha definito il fenomeno della violenza di genere mutante e “trasversale” che riesce a schermarsi di fronte a tanti strumenti di contrasto che vengono messi in campo, risponde che Il tema della violenza di genere viene affrontato quasi sempre dal punto di vista solo delle vittime fuori da un contesto specifico, e ciò restringe lo spazio per un’analisi che ci permetterebbe di lavorare sulle variabili che sono state deficitarie, scuola e famiglia assenti, contesti deprivati che hanno consentito il graduale isolamento della vittima, ora le cose stanno cambiando e si tende sempre più a scandagliare il contesto sociale anche dei carnefici. La prefazione è a cura di Arisa, la nota cantante sempre dalla parte della giustizia e rispetto umano nei confronti delle donne, della quale al proposito amiamo citare un suo recente post che ci pensare e riflettere sull’indispensabilità dell’unione collettiva tesa alla salvaguardia della propria identità di genere: “Ciò che mi rende orgogliosa non è femminismo, non è l’arroganza di sentirsi superiore nè il vittimismo di sentirsi inferiore. Non è rancore, non è rabbia. È solo amore che alimenta la speranza che riusciremo a rendere il mondo un posto migliore. *Stiamo unite*.”

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