Oggi veniva beatificato : Beato Giovanni Guarna da Salerno

Beato Giovanni Guarna da Salerno


Nome: Beato Giovanni Guarna da Salerno
Titolo: Domenicano
Nome di battesimo: Giovanni Guarna
Nascita: 1190 circa, Salerno
Morte: 1242, Firenze
Ricorrenza: 9 agosto
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
2 aprile 1783, Roma, papa Pio VI
Giovanni Guarna nacque a Salerno circa nel 1190. Durante gli studi a Bologna conobbe S. Domenico e decise di prendere l’abito del suo nuovo ordine.

Nel 1219 tredici frati vennero mandati a predicare in Toscana e Giovanni, sebbene fosse tra i più giovani, venne eletto superiore. Inizialmente si stabilirono in una casa a Pian di Ripoli e iniziarono a percorrere le città vicine, soprattutto Firenze, dove Giovanni predicava lungo le vie; in seguito si spostarono a S. Pancrazio, vicino alle mura della città.

Giovanni era un confessore molto sensibile e in numerose leggende viene presentato nella parte dell’uomo di Dio tentato dalla donna scaltra, terna largamente diffuso nelle agiografie e nei racconti picareschi e popolari. Le fonti di queste narrazioni sono andate perdute ed esse ci sono più familiari per le rivisitazioni contenute nei racconti di narrativa come Le mille e una notte o il Decameron; nelle versioni sacre il protagonista riesce sempre a resistere alla tentazione, nelle altre solitamente cede. Nel caso di Giovanni, si narra che una donna infatuata di lui si sia finta malata, mettendosi a letto e mandandolo a chiamare per confessarsi. Quand’ella tentò di approfittare della situazione, egli la rimproverò senza ottenere risultati e fu costretto a lasciare la stanza; andò a pregare per lei e ottenne, infine, il pentimento della donna e la richiesta di perdono.

Nel 1221 alla comunità di Giovanni fu concessa la chiesa di S. Maria Novella. A Firenze si era affermato all’epoca un gruppo di laici, detto dei “patarini” per analogia con i membri della pataria, il partito riformatore milanese dell’xi secolo.

I patarini milanesi erano di indole radicalmente anti-autoritaria e considerati pericolosi per la stabilità dell’istituzione ecclesiastica; per questo motivo, pur non professando una dottrina contraria a quella ufficiale e, anzi, essendo per certi aspetti appoggiati dal papato, erano stati accusati di eresia. Essi avevano influenzato a Firenze numerosi preti di idee consonanti e il movimento riformatore di S. Giovanni Gualberto (12 lug.).

Nel 1184, con la bolla papale Ad abolendam, contro l’eresia, il termine patarino fu usato per indicare gli eretici di varie sette, specie valdesi e catari. I patarini del XIII secolo erano infatti catari (per notizie sul movimento cataro, v. S. Domenico, 8 ago.), spesso artigiani e mercanti ma anche borghesi e aristocratici, residenti dentro e fuori le mura di molte città italiane, che offrivano case sicure per i membri della setta itineranti e i perfetti.

All’epoca di Giovanni l’Italia era, infatti, un rifugio sicuro per i catari e molte comunità li tolleravano e aiutavano per una somma di ragioni sociali, anticlericali e politiche. Inoltre il conflitto tra l’imperatore Federico II e il papa garantiva loro una certa immunità, perché, sebbene il papato avesse ottenuto dallo stato leggi severe contro gli eretici, esso era riluttante a renderle effettive per paura di perdere alleati nelle città. Per alcuni anni sia Federico II sia Gregorio IX professarono propositi anti-ereticali abbastanza espliciti, ma rimasero in concreto inattivi.

Un’alleanza con l’influente fazione ghibellina protesse ulteriormente i catari per un certo periodo. Tuttavia le paure di papa Gregorio IX aumentarono al vedere la loro ascesa in Italia (anche se in Francia erano molto deboli) e incaricò Giovanni di operare contro di loro. Da domenicano modello, egli predicò con grande zelo e ottenne numerose conversioni e vocazioni, mentre non si ebbero condanne. I catari persero gli appoggi solo dopo la morte di Giovanni: la quasi contemporanea morte di Federico e l’ascesa del partito conservatore dei guelfi nelle città, significarono la fine della necessità pontificia di cercare alleati: a partire dal 1270 in Italia molti catari perfetti vennero bruciati sul rogo; a Firenze si sottomisero durante gli anni dell’Inquisizione guidata da fra’ Salomone da Lucca nel 1282; e, come altrove, una repressione inflessibile sembrò più efficace della predicazione. Il culto di Giovanni fu approvato nel 1783.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Firenze, beato Giovanni da Salerno, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che fondò il convento di Santa Maria Novella e lottò coraggiosamente contro gli eretici patarini.

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